
Nel 2025, i gusti tradizionali come cioccolato e vaniglia rappresentano il 42,10% del mercato. Questo primato deriva dalla loro ampia diffusione e dalla costanza della domanda, che coinvolge consumatori di tutte le età e in diversi contesti geografici. Grazie a filiere ben strutturate e a costi delle materie prime relativamente stabili, queste varianti mantengono un’attrattiva universale, facilitandone la produzione su larga scala e la distribuzione. In quanto pilastri dell’offerta, permettono ai produttori di gelato di rafforzare la propria posizione, creando al contempo lo spazio per sperimentare gusti più originali e innovativi.
Guardando al 2031, i gusti gourmet e le edizioni limitate sono previsti in forte crescita, con un CAGR del 9,69%, trainati dal desiderio dei consumatori di vivere esperienze nuove e dall’interesse per abbinamenti creativi, spesso amplificati dalla visibilità sui social media. Alcuni artigiani, ad esempio in Belgio, stanno già esplorando nuove frontiere con proposte fuori dagli schemi. Allo stesso modo, i gusti a base di frutta secca stanno guadagnando terreno, grazie all’associazione con ingredienti di alta qualità e a un’immagine più salutare. I gusti alla frutta, invece, sfruttano la stagionalità e un posizionamento “clean label”, risultando particolarmente apprezzati da chi presta attenzione al benessere. Parallelamente, le varianti funzionali e a ridotto contenuto di zuccheri rispondono a esigenze nutrizionali specifiche senza rinunciare al piacere. In questo modo si sviluppano nicchie di mercato capaci non solo di sostenere prezzi più elevati, ma anche di costruire una clientela fedele grazie alla loro identità distintiva.
